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Guanciale: cos’è e usi in cucina

Scopri tutto sul guanciale, uno dei salumi simbolo della cucina italiana: cos’è, come viene prodotto, differenze con pancetta e bacon, come cucinarlo alla perfezione, come conservarlo, valori nutrizionali, usi nelle ricette tradizionali e consigli per scegliere un guanciale di qualità.

Di

in

guanciale

Il guanciale è uno dei salumi più rappresentativi della tradizione gastronomica italiana. Ottenuto dalla guancia del maiale, è un prodotto stagionato dal sapore intenso e dalla consistenza morbida, molto diverso sia dalla pancetta sia dal bacon.

Grazie all’elevata percentuale di grasso nobile e alla sua capacità di sciogliersi lentamente durante la cottura, è l’ingrediente fondamentale di alcune delle ricette più celebri della cucina italiana, come Carbonara, Amatriciana, Gricia e Pasta alla Zozzona.

Indice

Cos’è il guanciale

Il guanciale è un salume stagionato non affumicato ricavato dalla guancia e da parte della gola del suino.

Dopo la rifilatura viene:

  • salato
  • aromatizzato con pepe e spezie
  • lasciato stagionare generalmente da 2 a 4 mesi

Durante la stagionatura perde parte dell’acqua, mentre il grasso sviluppa aromi complessi che lo rendono particolarmente saporito.

Il risultato è un salume con:

  • parte magra ridotta
  • abbondante grasso morbido
  • profumo intenso
  • gusto deciso ma equilibrato

Origini del guanciale

Le origini sono antichissime e appartengono alla tradizione contadina dell’Italia centrale.

Storicamente era diffuso soprattutto in:

  • Lazio
  • Abruzzo
  • Umbria
  • Molise

Faceva parte della tradizione della lavorazione del maiale, nella quale ogni parte dell’animale veniva valorizzata senza sprechi.

Ancora oggi molte produzioni artigianali seguono metodi tramandati da generazioni.

Come viene prodotto

La lavorazione tradizionale prevede:

  1. rifilatura della guancia
  2. salatura
  3. aggiunta di pepe nero
  4. eventuale utilizzo di:
    • aglio
    • rosmarino
    • timo
    • peperoncino
    • alloro
  5. stagionatura in ambienti ventilati

Durante questo periodo il grasso acquisisce profumi sempre più intensi.

Che sapore ha

Il guanciale possiede un gusto molto diverso rispetto ad altri salumi.

Le caratteristiche principali sono:

  • molto saporito
  • aromatico
  • leggermente speziato
  • delicatamente dolce grazie al grasso
  • persistente

Quando viene cotto sviluppa note fragranti che difficilmente si ottengono con altri ingredienti.

Guanciale e pancetta: differenze

Sono spesso confusi ma sono prodotti differenti.

GuancialePancetta
deriva dalla guanciaderiva dalla pancia del maiale
più grassopiù equilibrata tra grasso e magro
sapore molto intensogusto più delicato
ideale per primi piatti romanimolto versatile
grasso morbidograsso più compatto

Il guanciale rilascia una quantità di grasso maggiore durante la cottura.

Guanciale e bacon

Il bacon è ancora diverso.

Generalmente:

  • proviene dalla pancia del maiale
  • viene affumicato
  • ha un gusto più affumicato
  • è tipico della cucina anglosassone

Il guanciale, invece, non viene normalmente affumicato e sviluppa aromi legati esclusivamente alla stagionatura.

Come usare il guanciale in cucina

È estremamente versatile.

Può essere utilizzato:

I piatti più famosi con il guanciale

Le ricette simbolo sono:

In tutte queste preparazioni il grasso del guanciale rappresenta una componente fondamentale della ricetta.

Come cuocere il guanciale

Una delle domande più frequenti è:

Come si cuoce il guanciale?

La regola principale è semplice:

non serve aggiungere olio.

Il grasso contenuto nel salume è più che sufficiente.

Procedimento consigliato:

  1. tagliare a listarelle oppure cubetti
  2. utilizzare una padella fredda
  3. accendere una fiamma medio-bassa
  4. lasciare sciogliere lentamente il grasso
  5. cuocere fino a ottenere una superficie dorata e croccante

Una temperatura troppo elevata rischia di bruciare il grasso rendendolo amaro.

Quanto cuoce il guanciale

Indicativamente servono:

  • 8-12 minuti per listarelle
  • 10-15 minuti per cubetti più grandi

Naturalmente dipende anche dallo spessore del taglio.

Si mette l’olio?

No.

Il guanciale contiene già abbastanza grasso da condire l’intera preparazione.

Aggiungere olio rischia di rendere il piatto eccessivamente unto.

Come tagliare il guanciale

Può essere tagliato:

  • a listarelle (Carbonara e Amatriciana)
  • a cubetti
  • a fettine sottili
  • a piccoli dadini

Lo spessore ideale è di circa mezzo centimetro.

Come conservare il guanciale

Intero:

  • in frigorifero
  • avvolto in carta alimentare o carta da salumi
  • evitare pellicole troppo strette

Una volta tagliato:

  • conservarlo ben coperto
  • consumarlo preferibilmente entro una settimana

Il guanciale si può congelare?

Sì.

Può essere congelato:

  • intero
  • a cubetti
  • già porzionato

Si conserva per circa 2-3 mesi senza perdere eccessivamente le proprie caratteristiche.

Valori nutrizionali del guanciale

Essendo un salume stagionato è un alimento energetico.

Contiene principalmente:

  • proteine ad alto valore biologico
  • grassi
  • vitamina B1
  • vitamina B12
  • ferro
  • zinco

Va consumato con moderazione per il contenuto di:

  • grassi saturi
  • sale

Come scegliere un buon guanciale

Un prodotto di qualità presenta:

  • grasso bianco o leggermente rosato
  • parte magra rosso vivo
  • profumo intenso ma gradevole
  • assenza di odori acidi
  • stagionatura uniforme

Con cosa si abbina

Si sposa molto bene con:

Con cosa sostituire il guanciale

Quando non è disponibile si possono utilizzare:

  1. pancetta stagionata
  2. pancetta tesa
  3. bacon (solo se si accetta un gusto diverso)
  4. speck (per preparazioni non tradizionali)

Nelle ricette classiche romane, tuttavia, il guanciale resta l’ingrediente che garantisce il risultato più autentico grazie alla sua composizione e al grasso che rilascia durante la cottura.

Curiosità sul guanciale

  • Il grasso del guanciale è considerato uno degli elementi più preziosi della cucina romana perché, sciogliendosi lentamente, crea una base saporita e cremosa senza bisogno di aggiungere altri grassi.
  • Durante la stagionatura il peso del guanciale può ridursi sensibilmente per effetto della perdita di acqua, concentrando aromi e sapore.
  • Il guanciale è spesso preferito dagli chef anche in preparazioni moderne, dove viene reso croccante e utilizzato come guarnizione per vellutate, risotti, uova, tartare e piatti di pesce dal gusto delicato.

Domande e risposte sul guanciale

Il guanciale si mangia crudo?

Sì. Essendo un salume stagionato può essere consumato anche a crudo, tagliato molto sottile. Tuttavia è soprattutto la cottura a valorizzarne il sapore, perché il grasso si scioglie e sviluppa aromi intensi e una piacevole croccantezza.

Perché nella Carbonara si usa il guanciale?

Perché il suo grasso fonde lentamente e crea una base saporita che si lega perfettamente con uova e Pecorino Romano, contribuendo alla tipica cremosità del piatto senza l’aggiunta di panna o altri grassi.

Il guanciale va privato della cotenna?

Sì, nella maggior parte delle ricette è consigliabile eliminare la cotenna prima della cottura. Può però essere conservata e utilizzata per insaporire brodi, legumi, minestre o sughi durante la cottura.

Il guanciale contiene glutine?

Il guanciale tradizionale è naturalmente privo di glutine. Tuttavia è sempre opportuno leggere l’etichetta dei prodotti confezionati per verificare l’assenza di ingredienti o aromi contenenti glutine e l’eventuale rischio di contaminazione.

Quanto guanciale serve per una carbonara?

Per quattro persone si utilizzano generalmente 150-200 g di guanciale, a seconda del gusto personale e della ricetta. Questa quantità permette di ottenere il giusto equilibrio tra sapidità, croccantezza e grasso necessario per mantecare la pasta.

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