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Da spreco a speranza: a Milano oltre 730 tonnellate di cibo salvate nel 2025

Il progetto Foody Zero Sprechi dimostra che combattere lo spreco alimentare significa anche aiutare migliaia di famiglie e costruire una città più sostenibile.

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Volontari distribuiscono cassette di frutta e verdura recuperate dal progetto Foody Zero Sprechi nel Mercato Ortofrutticolo di Milano a sostegno delle famiglie in difficoltà.

Quando si parla di spreco alimentare, spesso si pensa soltanto al cibo che finisce nella spazzatura. In realtà dietro ogni alimento non consumato si nasconde molto di più: lavoro, energia, acqua, trasporti e risorse economiche che vengono disperse inutilmente. Per questo motivo iniziative come Foody Zero Sprechi rappresentano oggi uno degli esempi più concreti di come sia possibile trasformare un problema in un’opportunità.

I numeri presentati dal Comune di Milano raccontano una storia incoraggiante: nel 2025 il primo Food Aid Hub cittadino, ospitato all’interno del Mercato Ortofrutticolo gestito da Sogemi, ha recuperato oltre 730 tonnellate di alimenti freschi, una quantità pari a circa il 69% di tutto il cibo recuperato dalla rete cittadina.

Dietro questi numeri non ci sono soltanto statistiche, ma migliaia di persone che hanno potuto ricevere alimenti di qualità anziché vedere quel cibo andare perduto.

Indice

Il progetto Foody Zero Sprechi continua a crescere

Il progetto è nato nel 2020 all’interno del Mercato Ortofrutticolo di Milano grazie alla collaborazione tra il Comune di Milano, Sogemi e Fondazione Cariplo.

L’obiettivo era semplice ma ambizioso: recuperare i prodotti ancora perfettamente commestibili che, per motivi commerciali o logistici, non sarebbero più stati venduti.

I risultati dimostrano quanto questa intuizione fosse corretta.

Nel 2021 erano state recuperate 389 tonnellate di alimenti.

Nel 2025 il quantitativo ha superato le 730 tonnellate, quasi raddoppiando in appena quattro anni.

Un risultato reso possibile grazie alla partecipazione di 119 operatori del mercato, che hanno scelto di donare quotidianamente le proprie eccedenze alimentari.

Oltre 1,4 milioni di pasti equivalenti

Il dato probabilmente più significativo riguarda l’impatto sociale.

Le oltre 730 tonnellate di alimenti recuperati corrispondono infatti a circa 1,4 milioni di pasti equivalenti.

Il recupero non avrebbe però alcun valore senza una rete organizzata capace di distribuire rapidamente prodotti freschi e deperibili.

È proprio qui che entra in gioco il prezioso lavoro delle organizzazioni del Terzo Settore come:

  • Banco Alimentare
  • Caritas
  • Eco dalle Città
  • IBVA
  • Recup

Queste realtà consentono agli alimenti di arrivare rapidamente alle famiglie più fragili, riducendo contemporaneamente sia gli sprechi sia le difficoltà alimentari.

Un modello che unisce ambiente e solidarietà

Uno degli aspetti più interessanti del progetto è che affronta contemporaneamente due problemi molto diversi.

Da una parte riduce gli sprechi alimentari, diminuendo anche l’impatto ambientale legato alla produzione del cibo.

Dall’altra sostiene concretamente le persone che faticano a fare la spesa.

È un modello di economia circolare che genera valore sociale senza richiedere nuove produzioni.

Ogni cassetta di frutta o verdura recuperata rappresenta infatti un doppio beneficio: meno rifiuti e più persone aiutate.

Le aziende che hanno fatto la differenza

Durante l’incontro “Donare le eccedenze per generare valore”, ospitato presso il Foody Business Center, sono state premiate diverse aziende del Mercato Ortofrutticolo che si sono distinte per il loro impegno nella donazione delle eccedenze.

Tra queste figurano:

  • Arrigoni Chiara & C. Srl
  • Bacullo Srl
  • Bossi Mario ed Enrico F.lli
  • Fruttital Srl
  • Longa & Cugini Srl, principale donatore del 2025
  • Romanifrutti Arl
  • Cooperativa Lavoratori Ortomercato (CLO)

Il riconoscimento vuole valorizzare chi ha trasformato un gesto apparentemente semplice in un contributo concreto per tutta la comunità.

Il 2026 conferma la crescita

Anche il nuovo anno sembra proseguire nella stessa direzione.

Nei primi sei mesi del 2026 oltre 100 operatori, tra grossisti e produttori, hanno già donato più di 263 tonnellate di alimenti freschi.

Un dato che lascia prevedere un ulteriore incremento entro la fine dell’anno.

Mangiare bene sta diventando sempre più difficile

Tra gli interventi più significativi c’è stato quello del presidente di Sogemi, Cesare Ferrero, che ha evidenziato una questione sempre più attuale.

Fare la spesa oggi costa molto più rispetto a pochi anni fa.

Per molte famiglie acquistare prodotti freschi di qualità rischia di diventare un lusso.

Quando il prezzo rappresenta l’unico criterio di scelta, aumenta anche il rischio che alcuni consumatori si rivolgano a canali meno controllati, favorendo indirettamente il mercato dei prodotti contraffatti o di dubbia provenienza.

Da questo punto di vista il recupero delle eccedenze non rappresenta soltanto un gesto di solidarietà, ma anche uno strumento per garantire sicurezza alimentare.

Una lezione che molte città potrebbero seguire

Osservando questa esperienza, emerge una riflessione che va oltre Milano.

Molto spesso immaginiamo la sostenibilità come qualcosa di complesso, fatto di grandi investimenti e tecnologie sofisticate.

In realtà alcune delle soluzioni più efficaci nascono semplicemente mettendo in rete chi produce, chi distribuisce e chi aiuta le persone.

Foody Zero Sprechi dimostra che il valore di un alimento non termina quando esce dal circuito commerciale.

Con una buona organizzazione può continuare a nutrire persone, ridurre gli sprechi e rafforzare il senso di comunità.

È probabilmente questa la vera forza del progetto: aver trasformato quello che prima era considerato uno scarto in una risorsa capace di generare valore economico, ambientale e soprattutto umano.


Domande frequenti

Che cos’è Foody Zero Sprechi?

Foody Zero Sprechi è il primo Food Aid Hub realizzato all’interno del Mercato Ortofrutticolo di Milano. Recupera prodotti alimentari freschi ancora perfettamente commestibili che non possono più essere commercializzati e li redistribuisce rapidamente alle organizzazioni che assistono persone e famiglie in difficoltà.

Quante tonnellate di cibo sono state recuperate?

Nel 2025 sono state recuperate oltre 730 tonnellate di alimenti, pari a circa il 69% di tutto il recupero alimentare realizzato dalla rete cittadina dei Food Aid Hub.

Chi dona gli alimenti?

Le donazioni arrivano dagli operatori del Mercato Ortofrutticolo di Milano. Nel 2025 hanno partecipato 119 aziende, mentre nei primi mesi del 2026 sono già oltre cento gli operatori coinvolti.

A chi viene distribuito il cibo?

Gli alimenti vengono consegnati a organizzazioni del Terzo Settore come Banco Alimentare, Caritas, IBVA, Eco dalle Città e Recup, che li redistribuiscono rapidamente alle persone in situazione di fragilità economica.

Perché il recupero alimentare è importante?

Ridurre lo spreco significa diminuire l’impatto ambientale della produzione alimentare, evitare inutili rifiuti e sostenere concretamente migliaia di famiglie che faticano ad acquistare alimenti freschi e di qualità.

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