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Cibo ultra-processato sotto accusa: l’Europa prepara una stretta

Ma per 21 organizzazioni bisogna agire subito. Una lettera aperta alla Commissione europea chiede misure immediate contro gli alimenti poco salutari e la crescente epidemia di malattie legate all’alimentazione

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cibi ultra processati vs cibi salutari

Ventuno organizzazioni della società civile, associazioni sanitarie e rappresentanti delle professioni mediche hanno inviato una lettera aperta alla Commissione europea chiedendo un intervento urgente contro gli ambienti alimentari che favoriscono il consumo di prodotti poco salutari. Tra i firmatari figura anche la European Public Health Alliance (EPHA).

Il messaggio indirizzato ai commissari europei è chiaro: non bisogna attendere i risultati del prossimo studio sugli alimenti ultra-processati (UPF) per adottare misure concrete. Secondo i firmatari, le evidenze scientifiche già disponibili sono sufficienti per intervenire immediatamente.

Perché il concetto di “libera scelta” alimentare è messo in discussione

Uno dei punti centrali della lettera riguarda il modo in cui il mercato alimentare moderno influenza le decisioni dei consumatori.

Secondo le organizzazioni firmatarie, gli alimenti ricchi di grassi, sale e zuccheri (HFSS) e molti prodotti ultra-processati occupano una posizione dominante nei supermercati, nelle piattaforme online, nelle scuole e nella pubblicità.

Al contrario, alimenti come frutta, verdura, legumi, cereali integrali e frutta secca risultano spesso più costosi, meno visibili e meno promossi.

In questo contesto, sostengono gli esperti, parlare di libera scelta rischia di essere fuorviante, soprattutto per le famiglie a basso reddito che devono necessariamente orientarsi verso i prodotti più economici.

I numeri che preoccupano l’Europa

La lettera richiama diversi dati scientifici.

Secondo l’European Food Safety Authority, in gran parte della popolazione europea il consumo di grassi saturi, sodio e zuccheri aggiunti supera le raccomandazioni nutrizionali, mentre l’assunzione di fibre rimane insufficiente.

Inoltre:

  • Gli alimenti ultra-processati rappresentano circa un quarto dell’apporto energetico totale nei Paesi dell’Unione Europea.
  • Le fasce economicamente più deboli e i giovani sono i gruppi che consumano più frequentemente prodotti ultra-processati.
  • Il consumo di frutta e verdura rimane inferiore ai livelli raccomandati.
  • Le malattie croniche non trasmissibili come diabete, tumori e patologie cardiovascolari rappresentano una delle principali cause di morte evitabile in Europa.
  • Entro il 2035 il numero di bambini europei affetti da obesità potrebbe aumentare di circa il 60%.

La pubblicità ai bambini nel mirino

Uno degli aspetti più critici evidenziati nella lettera riguarda il marketing rivolto ai minori.

Le organizzazioni denunciano che i bambini sono continuamente esposti a campagne pubblicitarie che promuovono snack, bevande zuccherate e prodotti altamente processati.

L’utilizzo dei dati personali e degli algoritmi nelle piattaforme digitali rende la pubblicità sempre più personalizzata ed efficace, aumentando la capacità di influenzare le preferenze alimentari fin dall’infanzia.

Secondo i firmatari, le abitudini alimentari sviluppate nei primi anni di vita tendono a permanere anche nell’età adulta, amplificando l’impatto sanitario nel lungo periodo.

Le richieste immediate alla Commissione europea

In attesa dello studio ufficiale sugli alimenti ultra-processati, le organizzazioni chiedono l’adozione di una serie di misure concrete.

Stop alla pubblicità di cibi poco salutari per i minori

La proposta più incisiva riguarda il divieto o una forte limitazione della pubblicità di alimenti HFSS destinata ai bambini, sia online sia offline.

Migliorare il cibo nelle scuole

Si chiede di rafforzare gli standard nutrizionali degli appalti pubblici e dei programmi alimentari scolastici europei, aumentando l’accesso a pasti sani, frutta e verdura.

Etichette più chiare

Le organizzazioni sostengono l’introduzione di un sistema obbligatorio di etichettatura nutrizionale frontale basato sulle evidenze scientifiche, per aiutare i consumatori a effettuare scelte più consapevoli.

Incentivi economici per il cibo sano

Un altro punto riguarda la riallocazione dei fondi pubblici e degli incentivi agricoli europei.

L’obiettivo sarebbe ridurre il sostegno indiretto ai prodotti HFSS e aumentare gli investimenti per rendere più accessibili economicamente alimenti come frutta, verdura, legumi e cereali integrali.

Lo studio sugli alimenti ultra-processati dovrà essere indipendente

Le organizzazioni accolgono positivamente la decisione della Commissione europea di avviare uno studio dedicato agli alimenti ultra-processati.

Tuttavia chiedono precise garanzie:

  • indipendenza dagli interessi industriali;
  • trasparenza nella selezione degli esperti;
  • assenza di conflitti di interesse;
  • analisi dell’intero universo degli alimenti ultra-processati;
  • proposte normative concrete e applicabili.

Secondo i firmatari, il rischio maggiore sarebbe limitarsi a produrre un documento scientifico senza trasformarlo in politiche pubbliche efficaci.

Una sfida che va oltre la nutrizione

La discussione sugli alimenti ultra-processati non riguarda soltanto la salute individuale.

In gioco ci sono i costi sanitari sostenuti dai sistemi pubblici, la qualità della vita delle future generazioni, la sostenibilità economica dei servizi sanitari e la riduzione delle disuguaglianze sociali.

La lettera inviata alla Commissione europea rappresenta quindi un appello a considerare il tema alimentare come una priorità strategica trasversale che coinvolge sanità, agricoltura, istruzione, tutela dei minori e politiche sociali.

L’Europa si prepara a studiare il fenomeno degli alimenti ultra-processati. Le organizzazioni firmatarie, però, ritengono che il tempo delle analisi non debba diventare un alibi per rinviare decisioni che potrebbero incidere sulla salute di milioni di cittadini europei.

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